Le opere di bonifica a Bentivoglio e nella bassa bolognese tra l'800 e il '900 sono state il motore della trasformazione di un territorio dominato dalle acque in una delle aree agricole più produttive d'Italia.
Il sistema idraulico locale si è evoluto attraverso due grandi epoche:
1. La Bonifica "Antica" (Bentivoglio): Prende il nome dal marchese Cornelio Bentivoglio che nel XVI secolo realizzò il primo grande collettore di acque (la "Fiuma") e la celebre Botte Bentivoglio.
2. La Bonifica "Moderna" (800-900): Grazie a nuove leggi statali e all'introduzione delle pompe idrovore a vapore, fu possibile prosciugare aree dove l'acqua non defluiva naturalmente. Nel 1909 nacque il Consorzio che oggi conosciamo come Bonifica Renana.
Senza l'opera manuale di migliaia di braccianti, chiamati scariolanti, queste opere non sarebbero state possibili. Scavavano il fondo dei canali e trasportavano tonnellate di terra con le loro carriole di legno per innalzare gli argini o colmare le zone basse. Venivano arruolati a inizio settimana al suono di un corno; lavoravano a cottimo in squadre, pagati in base ai metri cubi di terra spostati. Molti di loro vivevano in baracche e si ammalavano di malaria a causa delle acque stagnanti.
I luoghi chiave della bonifica bolognese:
• Idrovora di Saiarino: Situata ad Argenta, è considerata la "cattedrale dell'acqua" ed è un nodo fondamentale per il deflusso delle acque bolognesi.
• Idrovora di Bagnetto: Costruita all'inizio del '900 per gestire le acque tra il Reno e il Samoggia.
• Oasi di Bentivoglio: Ciò che resta delle antiche paludi, oggi protetta come area naturale.