Le lotte agrarie nel territorio di Bentivoglio e della bassa bolognese all'inizio del '900 rappresentano un capitolo fondamentale della storia sociale italiana, caratterizzato dal passaggio da un'economia semifeudale a un'agricoltura capitalista. A cavallo tra XIX e XX secolo, il Bentivogliese era dominato da grandi proprietà terriere, come la storica Tenuta Pizzardi.
La struttura sociale era divisa tra Proprietari terrieri che gestivano le terre tramite amministratori, Mezzadri legati a contratti che imponevano la spartizione dei prodotti, spesso svantaggiosi per i contadini e Braccianti lavoratori salariati, estremamente poveri e precari, impiegati soprattutto nei lavori di bonifica e nella coltivazione della barbabietola da zucchero.
Nascita delle Leghe (1900-1901): Sotto l'influenza dei movimenti socialisti, nacquero le prime "Leghe di resistenza". Queste organizzazioni cercavano di contrastare il potere assoluto dei padroni attraverso lo sciopero e il controllo del mercato del lavoro. L'introduzione della barbabietola portò alla nascita di zuccherifici nella zona, trasformando i contadini in operai agricoli e inasprendo i conflitti per i salari e l'orario di lavoro. Dopo la Grande Guerra, le lotte raggiunsero l'apice. I braccianti e i mezzadri di Bentivoglio, forti del ritorno dei reduci dal fronte, occuparono terre e ottennero importanti miglioramenti salariali e la riduzione della giornata lavorativa a 8 ore.
Queste lotte vennero poi duramente represse con l'ascesa dello squadrismo fascista all'inizio degli anni '20, che vide nei metodi delle "leghe socialiste" un bersaglio primario.