Bologna è una città di terra che ha costruito la sua fortuna sull'acqua. Per secoli, una fitta rete idrica artificiale ha pulsato sotto le sue strade, alimentando mulini, opifici e sogni di grandezza. Al centro di questo straordinario sistema ingegneristico si staglia il Canale Navile, la via d'acqua che ha trasformato una città dell'entroterra in uno dei più importanti nodi commerciali d'Europa. La nascita del Navile, avviata tra il XII e il XIII secolo, rispondeva a un'esigenza vitale: collegare Bologna al fiume Po e, di conseguenza, al Mar Adriatico e alle rotte marittime mondiali. Senza sbocchi naturali sul mare, i bolognesi hanno letteralmente scavato il proprio futuro nella terra, deviando i corsi del Chiusa di Casalecchio e del torrente Aposa per dare vita a un'autostrada fluviale efficiente e sicura. Questo libretto nasce per raccontare quell'impresa straordinaria. Attraverso le sue pagine scopriremo la genialità dei maestri idraulici che progettarono le "conche" — i rivoluzionari sostegni per superare i dislivelli del terreno —, la vita pulsante del porto cittadino e l'impatto economico che la seta e le merci bolognesi ebbero sui mercati internazionali. Il Navile non è stato solo un'infrastruttura, ma un legame profondo tra l'ingegno umano e il territorio. Oggi, lungo le sue sponde silenziose, i resti delle antiche chiuse e dei manufatti storici ci parlano ancora di un'epoca in cui Bologna navigava verso il mondo. Voltando queste pagine, vi invitiamo a riscoprire questa storia affascinante, un viaggio nel tempo lungo il filo azzurro che ha fatto grande il nostro territorio.